Commento sintetico della settimana di consuntivo
Ennesima settimana positiva per le borse .
L'America si mantiene sul livello dei massimi proseguendo il rally più lungo dal 1996, addirittura il Dow Jones ha registrato una serie di massimi storici uno dietro l'altro raggiungendo i 14500 punti.
Dal fronte macroeconomico sono giunti alcuni dati macro come le richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione ancora scese anche questa settimana a quota 332.000 dalle 342.000 , meglio delle attese pari a 350.000, quindi sono scese di 10 mila unità e i prezzi alla produzione industriale sono aumentati a febbraio dello 0,7% dal mese precedente vengono interpretati in modo positivo dagli investitori.
Si sta verificando però una situazione di ipercomprato quindi nel breve potrebbe esserci un ritorno delle quotazioni a livelli più bassi.
Anche l'Europa sulla scia di Wall Street continua la sua corsa a rialzo, anche se l'ennesimo paese della UE , Cipro, si trova in difficoltà sul debito sovrano.
Ecco così l' Unione Europea deve affrontare questo problema, nella speranza di evitare il defaut con una svalutazione sul tipo di quella avvenuta in Grecia.
La maggior parte del finanziamento dovrebbe andare al settore bancario, che ha bisogno di essere ricapitalizzato anche a causa della svalutazione dei bond greci.
Dopo il declassamento della agenzia di rating di Fitch del nostro paese, arrivano i dati macro che indicano per l' Italia una diminuzione del Pil nel 2012 del 2,8% rispetto all’anno precedente, oltre le attese pari a -2,7%.
Anche la Francia ha avuto una diminuzione della produzione industriale a 1,2% su base mensile rispetto al +0,9% di dicembre.
In Portogallo a causa della diminuzione dei consumi privati e delle esportazioni si è avuto il dato peggiore dal 1975, Pil diminuito del 3,2% nel 2012.
In Grecia Il Pil ha subito nel 4Q 12 una contrazione annua del 5,7%, ma si attendeva al -6%
.
Sempre nella penisola ellenica il tasso di disoccupazione è aumentato nel 4Q12 al 26% dal 24,8% del trimestre precedente.
Nell’arco dei 12 mesi, il tasso di disoccupazione è salito del 5,3%.
Come se non bastasse nell’Eurozona la produzione industriale a gennaio ha mostrato un calo dell’1,3% su base annua , ma il dato non ha avuto un incidenza negativa sulle borse , anzi hanno proseguito il rialzo perché le attese erano pari a -2%.
In Asia brilla soprattutto la borsa del Giappone, grazie alla speranza della continuazione dell' allentamento monetario dopo che il parlamento ha approvato la nuova leadership della Bank Of Japan.
In borsa di recente si è visto un rimbalzo del comparto immobiliare che si pensa dovrebbe beneficiare della politica reflazionistica del premier Abe.
Lo yen ha toccato un nuovo minimo di tre anni e mezzo contro il dollaro (96,10).
Si attendono nuovi minimi dopo una nuova mossa di allentamento monetario dalla Bank of Japan.
La guerra delle valute, così viene chiamata l'allentamento delle varie banche centrali, in atto tra Paesi Occidentali e Orientali che puntano a svalutare le proprie monete sostenendo così le esportazioni.
La Cina già in passato è stata richiamata dagli Stati Uniti per una rivalutazione dello Yuan, ma il governo cinese ha sempre fatto orecchie da mercante, anche se a causa della forte esportazione avuta nel recente passato la moneta cinese si è comunque rivalutata.
Se non ci fosse stata la volontà politica a mantenere uno yuan basso chissà oggi di quanto si sarebbe rivalutato.
Comunque si può dire che ancora prima degli Stati Uniti è stato il governo cinese che ha iniziato questo intervento sul forex.
La Cina oggi è il maggior partner commerciale e primo concorrente a livello mondiale del Giappone e il governo cinese si è subito lamentato dell' allentamento monetario voluto da Abe.
In febbraio le esportazioni cinesi sono cresciute ad tasso annuo del 21,8%, la domanda è se riuscirà a mantenere questo livello con una rivalutazione dello yuan.
Ma già questa settimana una raffica di dati negativi è giunta a sorpresa dalla Cina, dove la produzione industriale risulta rallentata nei primi 2 mesi del 2013 salendo del 9,9% dal +10,3% di dicembre, sotto le attese a +10,5%, questo si è riflesso sulle quotazioni della borsa che ha chiuso in negativo.
Invece anche grazie all'aumento a gennaio di 0,3% su mese e un calo del 5,8% su base annuale della produzione industriale in Giappone e delle aspettative degli investitori su nuovi allentamenti monetari, anche questa settimana il bilancio della borsa è positivo.
Dal forex debolezza della sterlina grazie all' allentamento della Bank of England, per lo stesso motivo dello yen, soprattutto contro dollaro, e dell' euro.
Per quanto riguarda le commodities c'è stato un ulteriore apprezzamento del natural gas, il petrolio è anche cresciuto, anche se permane in una congiuntura negativa, mentre l'oro non riesce a decollare e rimane in una posizione di debolezza.
Euro dollaro giornaliero
Come preannunciato la settimana scorsa nel post , questa ottava è stata di consolidamento dall' ipervenduto che si era venuto a creare.
Adesso è possibile che anche le prossime sedute siano in questo stretto trading range.
La successiva resistenza si trova a 1,31 la prima e quella successiva a 1,3140, ma quella veramente importante è posta in area 1,34 .
A ribasso il superamento di 1,29 può portare il cambio verso il supporto di area 1,27.
Chiusure mercati
Dax---------------8.042------(+0,65%)
Cac --------------3.844 -----(+0,18%)
Dow Jones------14.511------(+0,72%)
SP500-------------1.560------(+0,58%)
Ftse Mib---------16.061------(-0,90% )
Nasdaq 100-------2.798-------(-0,16%)
Euro dollaro-----1,3056------(+0,37%)
Oro---------------1.591$------(+0,30%)
Petrolio---------93,50$-------(+1,90%)
Nikkei-----------12.475------(+0,98%)
Hang Seng------22.533-------(-2,36%)
SP500 giornaliero
L'indice americano sopra al top di settimana 1563 potrà continuare almeno sino a 1574 punti.
Anche se si registra una situazione di ipercomprato
non è detto che non continuerà il rialzo.
Viceversa il supporto più vicino è quello posto in area 1545, ma solo una discesa sotto 1480 punti aprirà la strada per un inversione di trend.
Dax giornaliero
L'indice di Francoforte dopo 6 sedute che hanno sfiorato quota 8.000 punti, sul finire della settimana ha avuto la forza di rompere tale livello.
Resistenza a rialzo 8075 punti che una volta superato il successivo livello è in area 8150 punti.
Supporto a 7.900 punti e se venisse superato solo la perdita del supporto in area 7.500 punti si aprirà una fase negativa.
Ftse Mib giornaliero
In Italia il debito pubblico a gennaio ha toccato un nuovo massimo storico a EUR2.022,7 mld,
in crescita di EUR34 mld rispetto al mese precedente.
L'indice di Milano sta creando un supporto che potrebbe essere l'nizio di un nuovo rally.
Sotto i 15.400 punti si apre una nuova fase negativa, viceversa sopra 16.800 punti si potrebbe rivedere la luce verso i 18.000 punti.
Calendario degli eventi macroeconomici della settimana in corso http://online.wsj.com/mdc/public/page/2_3063-globalEconomicCalendar.html
Commento sintetico della settimana di
consuntivo
Una settimana esplosiva, i mercati finanziari hanno festeggiato i buoni dati macroeconomici.
Dalla nuova nomina di Haruhiko Kuroda, alla guida della banca centrale giapponese, secondo cui l'acquisto di titoli di Stato è la via naturale di allentamento della politica monetaria.
Alle riassicurazioni della Fed su una politica monetaria accomodante riportate da Jellen .
Dalla dichiarazione del commissario europeo Olli Rehn in cui dice che la Commissione EU si mostra disponibile a valutare una revisione degli obiettivi di indebitamento degli Stati membri in "determinate situazioni".
L'agenzia di rating SP’s ha migliorato l'outlook sul rating sovrano del Portogallo (BB), a Stabile da Negativo.
Nell’Eurozona la Bce ha lasciato invariato il costo del denaro allo 0,75%, in linea con le attese di mercato.
Nel Regno Unito la Bank of England ha lasciato i tassi di interesse allo 0,5%, in linea con le attese, confermando il piano di Quantitative Easing a GBP375 mld.
Tutti provvedimenti volti a immettere liquidità sul mercato, come se non ce ne fosse abbastanza e le borse non potevano non festeggiare.
Dagli Usa , la Camera ha approvato, con 267 voti a favore contro 151, il provvedimento per il finanziamento dei programmi di spesa del governo, per ora sino al 30 settembre, data della chiusura dell'anno fiscale, é stato evitato il blocco dei servizi pubblici a causa dell'esaurimento dei fondi (previsto per il 27 marzo a causa del raggiungimento dei limiti di budget).
Obama in questo modo ha visto superato il taglio automatico alla spesa pubblica (USD85 mld da qui a settembre, principalmente concentrati su Difesa e Welfare),sono in corso trattative per giungere ad un compromesso tra Democratici e Repubblicani per la data del Congresso sul contenimento del deficit del bilancio federale.
La prossima settimana il provvedimento passerà al Senato, dove hanno la maggioranza i democratici.
Anche dal mercato del lavoro negli Stati Uniti giungono buone notizie, sono stati creati in febbraio 236.000 posti di lavoro nei settori non agricoli (consenso a 163.000 unità), con un'accelerazione rispetto ai quattro mesi precedenti,(la media era di 190.000 posti lavoro).
Il tasso di disoccupazione, è così calato al 7,7% dal 7,9% di gennaio.
Ricordiamo che in Ottobre 2009 ,il picco della disoccupazione era giunto al 10% , da allora è costantemente in calo.
Le richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione sono scese a quota 340.000 (dalle 344.000 della scorsa settimana), meglio rispetto alle attese.
Positivo anche lo stress test sulle banche, secondo la Fed le banche americane sono pronte a superare una nuova possibile ondata di crisi economica e finanziaria.
Dopo che nel 2008 moltissime banche sono state salvate con i soldi dei contribuenti, ora 17 istituti sui 18 presi in esame, hanno superato il test raggiungendo il minimo di rapporto patrimoniale imposto dalle istituzioni di controllo Usa.
L'unico istituto che non ha passato il test è Ally Financial.
Negli Usa l’indice Ism non manifatturiero è salito a febbraio a 56 pts (dai 55,2 di gennaio), oltre le attese ferme a 55,4 pts.
L'unica nota stonata è arrivata da Fitch e riguarda il nostro paese.
L'agenzia di rating ha declassato il debito da A- a BBB+ a causa della instabilità post elezioni e della pesante e profonda recessione presente in Italia.
Le riforme strutturali, di cui ha tanto bisogno il paese, sembrano sempre più difficili da attuare.
Infatti la borsa italiana, che ha reagito positivamente questa settimana sull' onda verde che ha mosso i mercati internazionali, ha performato meno bene di piazze come la Spagna dove c'è stato un andamento di oltre il 5%.
Mercato forex, si nota la continua perdita di valore dello yen su tutte le altre valute, mentre il cambio euro dollaro chiude appena sotto 1,30.
Per le commodities ottava deludente, debolezza ancora dell' oro e del petrolio, molto bene invece il natural gas.
Euro dollaro giornaliero
In questa ottava il cambio ha continuato a ribattere sui minimi di settimana precedente senza andare a testare il supporto a 1,29.
La giornata di giovedì è stata caratterizzata da una barra rialzista tornando a 1,31, ma senza volumi.
Probabile per la prossima settimana ancora un andamento di trading range a causa del forte ipecomprato che deve essere scaricato
Per ora i livelli da tenere presenti sono 1,29 dove c'è un forte supporto ,se superato il prossimo obiettivo è a 1,27. A rialzo, se venisse superato 1,3150, possibile recupero sino alla forte resistenza di area 1,35 .
Chiusure mercati
Dax---------------7.986------(+3,65%)
Cac --------------3.840 ------(+4,16%)
Dow Jones------14.397------(+2,10%)
SP500-------------1.551------(+2,30%)
Ftse Mib---------16.204------(+3,42%
)
Nasdaq 100-------2.804-------(+2,10%)
Euro dollaro-----1,2970------(-0,36%)
Oro---------------1.575$------(-0,00%)
Petrolio---------91,20$-------(+0,25%)
Nikkei----------12.395------(+5,00%)
Hang Seng-----23.091-------(+0,89%)
SP500 mensile
Questa settimana presentiamo il grafico mensile perché oramai siamo giunti in area importantissima secondo l'analisi tecnica, perché è in formazione il triplo massimo.
Il Grafico è simile anche per il Dax.
Una eventuale onda ribassista può partire da questo livello, ma non è detto che accada.
A dire il vero la spinta di questa settimana è stata così potente che gli operatori sembrerebbero intenzionati a rimanere a cavallo di questa nuova spinta ancora per molto.
Staremo a vedere se la positività espressa dal mercato è duratura o solo un fuoco di paglia.
O come si dice uno specchietto per le allodole o per il parco buoi.
Una forte esistenza si trova in area 1560 punti, invece il supporto da tenere in considerazione è 1480 punti.
Dax giornaliero
Settimana sfavillante anche per l'indice tedesco che dopo un periodo di lateralizzazione durato 2 settimane , ha avuto una vera e proprio esplosione in questi ultimi giorni che però hanno lasciato sono due gap aperti, sembra un gruviera.
Ci troviamo su un livello di triplo top il primo è del 2000 il secondo del 2007 e questa sarebbe la terza vota che l'indice Dax tocca quota 8.000 punti .
Insomma la stessa situazione dell'America.
A rialzo la prossima resistenza si trova a 8050 punti e a ribasso l' abbandono di area 7650 punti potrebbe innescare una ondata di vendite.
Ftse Mib giornaliero
L'indice italiano vista l'esplosione che hanno avuto le altre piazze finanziarie non poteva certo chiudere in rosso, anche se è con il rialzo di questa settimana è solo stato chiuso il gap lasciato aperto il martedì successivo alle elezioni.
L'indice Italiano è molto distante dal top fatto nel 2000 a circa 50.000 punti.
La debolezza dell' Italia viene riflessa anche in borsa.
Certo che se questi fossero i top dell' anno, per l'indice italiano, a un così basso livello, in caso di storno, sarebbero veramente dolori.
Si può altresì affermare che in caso di ulteriore rialzo delle piazza internazionali, l'indice italiano è a buon mercato, quindi con questa ottica sarebbe da entrare e rimanere chissà per quanto tempo.
Per ora meglio vedere come si evolvono le cose nel breve, anche perché è probabile per la settimana prossima una fase di consolidamento , soprattutto per le piazze finanziarie che si sono apprezzate di più, che potrebbe riflettersi in quella italiana con un ulteriore rialzo, notizie politiche permettendo.
A ribasso importantissimo che non scenda sotto i 15.400 punti, a rialzo c'è una forte resistenza a 16.800 punti che se dovesse essere superata proietterebbe l'indice verso i 17.000 , fuori da questa area di negatività.
Calendario degli eventi macroeconomici della settimana in
corso
http://online.wsj.com/mdc/public/page/2_3063-globalEconomicCalendar.html
Commento sintetico della settimana di consuntivo
L'andamento borsistico di questa settimana è stato notevolmente condizionato dal risultato politico delle votazioni avvenute on Italia.
Lunedì 25 Febbraio era partito infatti molto bene , con gli indici azionari positivi sia in Europa grazie alla salita dell'indice Ifo sulla fiducia degli imprenditori tedeschi a febbraio, ai massimi da dieci mesi, restituendo così fiducia agli operatori sulla ripresa in Europa.
Nel pomeriggio la notizia in cui la coalizione di centrosinistra vince per un soffio alla Camera, ma al Senato non Due novità : il sorprendente risultato del Movimento 5 Stelle e la delusione del risultato di Mario Monti che supera di poco le soglie di sbarramento di Camera (10%) e Senato (8%).
Questa situazione ha creato per l'Italia lo spettro di uno stallo istituzionale e si temono ripercussioni in Eurozona.
Gli indici azionari cominciano così ad arretrare chiudendo in rosso ed anche l'apertura del 26 Febbraio, soprattutto per l'Italia è in negativo di -5,00%.
Lo stesso giorno a Monaco di Baviera , alla Accademia Cattolica, ha parlato Mario Draghi spiegando ai tedeschi che lo scudo antispread "riduce i rischi per i contribuenti tedeschi" e che in caso di rottura dell'euro, colpirebbero in pieno la Germania.
A proposito dell' esito del voto in Italia , deve essere letto come il risultato di una opposizione del popolo italiano alle misure di austerità fin qui propugnate dall'Ue, ha anche detto: "La disoccupazione è una tragedia e ridurla è una sfida urgente", sottolineando che oramai i disoccupati in Eurolandia sono "quasi 19 milioni, quasi quanto la popolazione dell'Olanda".
La crisi finanziaria "ha minato la fiducia della gente nella capacità dei mercati di generare prosperità per tutti" e "ha messo a rischio la tenuta del modello sociale europeo". "Insieme all'accumulazione di ricchezze esorbitanti da parte di alcuni, ci sono diffuse difficoltà economiche".
Draghi ha quindi ammesso che "non si sono ancora materializzati i benefici delle scelte dolorose" ricordando anche le sofferenze patite di alcune popolazioni , per contrastare la crisi del debito. Quasi un mea culpa.
http://www.wallstreetitalia.com/article/1512046/crisi-debito/crisi-europa-stiglitz-e-un-disastro-creato-dall-euro.aspx
Dati sempre di debolezza provenienti dall' Europa, come il tasso di disoccupazione è salito a gennaio all’11,9%, mentre arrivano contratati da oltre oceano.
Il presidente della Fed Ben Bernanke questa settimana è tornato a difendere il piano di acquisto titoli della Banca Centrale, minimizzando i segnali di spaccatura interni al board, mentre il presidente della Bce Mario Draghi ha ribadito che l'istituto europeo non intende rimuovere le misure anticrisi adottate a sostegno della debole economia della Zona Euro.
Da oriente la notizia della nomina a governatore della Banca centrale nipponica, di Haruhiko Kuroda, già presidente dell'Asian Development Bank, riconosciuto come promotore di una politica monetaria fortemente espansiva, favorendo gli acquisti anche in Asia e negli Stati Uniti d'America.
E' aumentata così la propensione al rischio da parte degli investitori , le quotazioni degli indici azionari sono salite e si è recuperato parte del terreno perduto a inizio ottava.
Per quanto riguarda il mercato obbligazionario il bilancio settimanale risulta essere positivo per i titoli di Stato dei Paesi core, con il Bund future tedesco salito intorno a 145 dopo l’esito delle elezioni politiche italiane che ha altresì aumentato la volatilità dei titoli dei paesi periferici.
Nell'ultima settimana c'è stato un marcato rialzo dei rendimenti lungo tutte le scadenze, sono aumentati gli spreads con i titoli di stato dei paesi più deboli dell' euozona.
Lo spread Btp/Bund a 10 anni è a 333 bp, con il Btp decennale che rende il 4,74%.
Per quanto riguarda le valute c'è stato un ulteriore indebolimento dello yen dopo l'annuncio della nomina a Presidente della BoJ di Haruhiko Kuroda, e un indebolimento dell' euro a causa delle elezioni italiane, che la forza politica del M5S mette a rischio la tenuta dell' euro.
Beppe Grillo indirà un referendum tra i suoi elettori chiedendo l'adesione per l'uscita dell' Italia dall' Euro.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-02/grillo-governo-pdpdl-legge-105822.shtml?uuid=AbCnLvZH
Il rischio di spaccatura della moneta unica si è quindi intensificato.
Giù anche la sterlina contro dollaro che si trova ai minimi da due mesi a causa del brutto dato sul pmi manifatturiero sceso a 47,9 da 50,5. A testimonianza dei momenti difficili che sta attraversando l'economia inglese già si ventila di un nuovo intervento della BoE.
Proprio ad inizio settimana si era pronunciata l'agenzia di rating Moody's che aveva tagliato la tripla A del Regno Unito (da ‘Aaa’ a ‘Aa1’, con outlook Stabile) a causa delle deboli prospettive di crescita della sua economica e del crescente peso del debito.
Dal fronte commodities, l' oro si trova ai minimi nel trading range che lo tiene imbrigliato ormai da molto tempo.
Ha perso valore il petrolio a fronte di un avanzamento del natural gas.
Euro dollaro giornaliero
Il cambio dopo aver transitato nell' area di supporto posta a 1.3050 sul finire dell' ottava è riuscito a bucarla dando una indicazione ulteriormente ribassista.
Si indica così come prossimo obiettivo area 1,29.
Da cui si potrebbe sviluppare un movimento laterale per dar corso ai prezzi di stabilizzarsi.
Viceversa il livello che in precedenza forniva un supporto ora diventa resistenza quindi sembra difficile prevedere apprezzamenti sopra 1.3050.
Chiusure mercati
Dax---------------7.708------(+0,60%)
Cac --------------3.699------(-0,45%)
Dow Jones------14.089------(+0,79%)
SP500-------------1.517------(+0,15%)
Ftse Mib---------15.675------(-3,02%)
Nasdaq 100-------2.747-------(+0,24%)
Euro dollaro-----1,3023------(-1,28%)
Oro---------------1.575$------(-0,01%)
Petrolio---------90,97$-------(-2,45%)
Nikkei----------11.715------(+1,28%)
Hang Seng-----22.880-------(+1,80%)
Sp 500 giornaliero
L'indice azionario americano si trova sempre in posizione rialzista.
Il brutto scivolone avuto nella giornata di lunedì 25 Febbraio, che aveva visto anche un aumento dell' indice Vix,è stato completamente riassorbito nei giorni successivi.
A rialzo la fuoriuscita in chiusura di giornata sopra 1533 sarà un ulteriore segnale di forza, mentre a ribasso solo chiusure sotto 1486, corrispondente al minimo di lunedì, ci sarà indicazione di ulteriore debolezza.
Dax giornaliero
Osservando il grafico si può notare come l'indice di Francoforte risulta essere molto forte, il cui trend primario è sicuramente rialzista.
Attualmente si protrae da oltre un mese in una situazione di trading range in circa 300 punti.
La base di questo box è 7570 e il top è 7865.
Questi livelli sono quelli che forniranno indicazioni precise su cosa vorrà fare il mercato per il prossimo futuro.
Attendiamo conferme sulla fuoriuscita dei prezzi .
Ftse Mib giornaliero
L'indice di Milano a differenza della Germania e di quelli USA, è molto più debole e si vede dal percorso verso il basso che è stato effettuato nell' ultimo mese di Febbraio.
Dopo lo scivolone di lunedì i prezzi comunque hanno arrestato la loro discesa e quindi diventa molto importante la tenuta del livello 15500 punti, perché se verrà bucato ci sarà un ulteriore discesa per lo meno sino a 15.200 punti prima, ma l'area veramente da non abbandonare è quella di 14.800 punti.
Questo è il baluardo oltre il quale non deve scendere pena ritorno ai minimi.
Viceversa se le borse internazionali saranno intonate in modo positivo potremmo vedere i prezzi del nostro indice avanzare prima a 15900 punti dove c'è la prima resistenza, successivamente 16.000 e 16.200 punti superati i quali ci incammineremmo verso l'uscita dal tunnel e solo chiusura sopra 16.800 punti potranno riportare l'indice verso una prospettiva di più ampio respiro.
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Commento sintetico della settimana di consuntivo
Settimana difficile quella appena trascorsa, con i primi due giorni di positività dei mercati , poi i due successivi arriva una ondata di vendite e ripresina nell' ultima giornata della settimana, come a dire..........ma ci siamo sbagliati!?!
Veniamo da un lungo periodo di positività dei mercati azionari, che si sono apprezzati continuativamente da luglio 2012, valido in particolar modo di Wall Street, potrebbero essere i primi segnali di una possibile inversione, attendiamo conferme dall' analisi tecnica.
Dall' economia europea è già diverso tempo che arrivano dati preoccupanti, infatti i mercati azionari del vecchio continente hanno cominciato una lenta discesa da fine gennaio.
In Europa si sentono pesantemente gli effetti della contrazione economica, ma la fiducia sulla possibilità di buone notizie provenienti da oltre oceano, per uscire tutti da questo momento difficile era sino ad ora palpabile sui mercati.
Ma questa settimana una sequela di notizie arrivate a metà settimana, hanno innescato un brutto movimento ribassista durato solo due giornate, ma potrebbero essere l'inizio di un movimento più consistente.
Le indicazioni arrivate dalle Minute della Fed, indicano possibili cambiamenti nell'allentamento quantitativo nel mese di marzo , significa che stanno arrivando i primi dubbi sulla volontà di mantenere la politica espansiva che dal 2009 ad oggi ha tenuto in piedi la borsa americana.
Ricordiamo che Wall Street è ai massimi economici a 5 anni.
Congiuntamente la pubblicazione di dati macroeconomici poco incoraggianti, come le nuove richieste di sussidi alla disoccupazione in aumento e superiori alle previsioni degli analisti, il superindice inferiore alle attese; l' indice di Philadelphia , cioè l'indicatore del settore manifatturiero statunitense, affondato a febbraio a -12,5 pts, hanno creato un veloce sell off creando due giornate particolarmente difficili per le borse di mezzo mondo.
Comunque bisogna ancora capire se questi siano opportunità di acquisto o di vendita, cioè gli indici nel lungo periodo sono ancora impostati a rialzo e questo è particolarmente vero per gli indici statunitensi, mentre se guardiamo l'Europa, c'è chi va meglio e chi peggio, perché gli indici azionari riflettono l'andamento dei vari paesi della zona Euro.
In Europa è arrivata anche la pubblicazione dei dati delle PMI europee che ha ulteriormente raffreddato le speranze per una uscita rapida dalla recessione.
Infatti risulta essere a 47,3 punti a febbraio dai 48,6 di gennaio, mentre si attendeva un dato di 49 punti.
Ricordiamo che il livello 50 punti sono il limite tra recessione ed espansione dell' economia.
In queste condizioni soprattutto in Europa i grandi investitori aspettano prima entrare in acquisto, così sono partite le vendite che hanno affossato soprattutto la borsa italiana su cui pesa anche l'incognita del risultato elettorale di questo week end.
Dal fronte valutario continua l'apprezzamento del dollaro su euro, in particolar modo dopo la dichiarazioni di Bernake e sembra voler rialzare la testa il decennale tedesco, il bund.
A dire il vero , anche nei momenti migliori,non è mai sceso sotto quota 141.
Aggiungiamo che la Francia sembra avere problemi con i conti pubblici e come ha detto il suo Ministro dell'Economia non vuole "aggiungere l'austerità alla recessione", forse richiederanno una maggior quantità di tempo per rientrare visto che ha detto in conferenza stampa "Ci sono le condizioni per chiedere un rinvio dell'obiettivo nominale previsto sul 2013" in termini di deficit, sopra tutto in presenza di un calo della crescita economica che abbia avuto un impatto sui suoi conti pubblici.
Sul fronte commodities , assistiamo ad un rientro delle quotazioni del petrolio che comunque si mantengono sopra a 90 dollari a barile, ma il mercato più penalizzato è stato quello dell'oro.
Chiude sotto 1.600 dollari l'oncia e si trova ad un passo da un area di minimi importantissimi(1520/30) che farà da spartiacque da un possibile inizio di ribasso di lungo periodo e la continuazione del rialzo del lungo periodo.
Euro dollaro giornaliero
Continua la discesa dell' euro, causata dei dati economici non certo brillanti dell'eurozona e dalla dichiarazione di Bernake, Governatore della Federal Reserve di una possibile riduzione nel mese di marzo di QE.
Come si vede dal grafico il supporto dato dalla trend line disegnata è stato bucato ed ora il possibile approdo di questo ribasso è area 1.3050.
Aree di resistenza sono: 1,3260, poi 1,3320 e 1,34 ,ma solo il superamento di 1,3490 può invertire l'andamento.
Chiusure mercati
Dax---------------7.661------(+0,85%)
Cac --------------3.706------(+1,25%)
Dow Jones------13.986------(+0,07%)
SP500-------------1.515------(-0,33%)
Ftse Mib---------16.233------(-1,56%)
Nasdaq 100-------2.734-------(-1,04%)
Euro dollaro-----1,3189------(-1,28%)
Oro---------------1.576$------(-2,50%)
Petrolio---------93,35$-------(-3,45%)
Nikkei----------11.505------(+0,98%)
Hang Seng-----22.782-------(-1,83%)
SP500 giornaliero
Questa settimana l'America ha avuto un giorno in meno di borse aperte a causa del President day.
Si vede come dopo aver fatto un nuovo top a 1531 martedì 19 febbraio, ha effettuato una virata a 180° ed è andata a ritestare un area di supporto molto importante 1495 punti da cui ha successivamente rimbalzato.
Il trend è potentemente rialzista e sino a che non ci saranno chiusure sotto 1.495 punti c'è solo la possibilità di vedere nuovi rialzi. Come dicevo anche la settimana scorsa siamo in area di massimi quindi attenzione perchè quando partiranno i ribassi l'inversione sarà sul tipo di quella vista in questa ottava. I
supporti 1495 e resistenze 1531 punti.
Dax giornaliero
La trenline è stata toccata nel minimo di giovedì e con il rimbalzo di venerdì sembra tenere.
Se la settimana prossima non vengono bucati i minimi di giovedì è anche possibile vedere un minirally dell'indice di Francoforte.
Quindi un importantissima area di supporto si trova a 7550, e se dovesse essere bucata si vedranno nuovi minimi. Viceversa un area di resistenza è quella posta a 7.750, livello al quale è stato bloccato nel rialzo di mercoledì.
Ftse Mib
giornaliero
L'indice di Milano dopo aver toccato quota 16.000 punti venerdì ha avuto un rimbalzo che ora diventa una resistenza statica.
Questo livello se dovesse essere bucato si potrebbero innescare ulteriori discese sino a aree 15850 /15800 punti, oltre il quale si innesca un trend ribassista.
Il movimento effettuato è stato molto brusco e repentino chissà quanto condizionato dalle attese di tipo politico .
Decisivo sarà l'esito elettorale e difficile una previsione quindi dell' andamento del mercato, perché se una certa positività viene espressa nell' andamento di altri indici, per quello italiano invece molto ardua una previsione.
Calendario degli eventi macroeconomici della settimana in corso http://online.wsj.com/mdc/public/page/2_3063-globalEconomicCalendar.html
Commento sintetico della settimana di consuntivo.
Settimana priva di significativi elementi per incidere sull' andamento delle borse.
Quelle europee risentono della recessione economica e pur rimanendo in territorio positivo hanno un momento di riflessione che comporta una discesa dei prezzi , oltre Atlantico e in Asia continua la fase di estrema positività che in cui la pausa di riflessione consiste in moderati rialzi.
La volatilità rimane sempre bassa e questo significa che i rialzi continueranno.
Dopo la chiusura dei mercati venerdì 8 è arrivato da Fitch il giudizio “BBB” sul merito di credito della Spagna con outlook negativo perchè “il debito non è destinato a scendere nel medio periodo, perché c’è incertezza sul proseguimento del consolidamento economico, a causa di una recessione più lunga e profonda del previsto e di un deterioramento fiscale provocato dall’intensificazione della crisi europea”.
Mentre questa settimana da un altra agenzia di rating, la SP ha confermato il giudizio “BBB+/A-2” dell’Irlanda, alzando però l’outlook da Negativo a Stabile.
Secondo l’agenzia lo swap del debito che riduce il rischio legato al costo del debito stesso e a quello di rifinanziamento è destinata a sostenere il consolidamento fiscale di medio termine.
La notizia più importante che ha inciso soprattutto sulla borsa di Francoforte è stata quella del calo del PIL tedesco nel quarto trimestre del 2012 allo 0,6% e su base annua si attesta è praticamente vicino allo zero, quindi piena stagnazione. ricordiamo che l'anno scorso il Pil tedesco ha registrato un andamento del 3,2% e due anni fa del 4,2%.
Chiaramente anche la Germania risente della recessione dei paesi più deboli dell' area euro e della loro contrazione dei consumi.
Il cambio euro dollaro ha risentito della riduzione del Pil tedesco e ha raggiunto un minimo, ma sil suo target di breve sembra quello di volersi appoggiare sulla trend line blu.
Sul fronte delle commodities arriva un primo allert dalla quotazione dell' oro che questa settimana è sceso molto, ma la sua tendenza rialzista non è stata compromessa e c'è un importante supporto in area 1.550/1.520 dollari l'oncia.
Il petrolio invece continua la sua corsa a rialzo.
Euro dollaro giornaliero
In questa ottava è continuata la discesa e il valore dell' euro è arrivato a toccare 1,33 su dollaro. Nell'ultima seduta c'è stata dai minimi una reazione positiva e la chiusura settimanale è allo stesso livello della settimana scorsa.
Nel breve è possibile uno scivolamento sino alla trend line disegnata.
Qui il supporto da non perdere in area 1,32 potrebbe innescare uno stop alla fase di ribasso per assistere ad un successivo rimbalzo .
A rialzo il vero livello di resistenza da superare è l'area 1,3450 corrispondente alla chiusura della candela del 12 febbraio 2013.
Chiusure mercati
Dax---------------7.593------(-0,80%)
Cac --------------3.660------(+0,12%)
Dow Jones------13.981------(+0,27%)
SP500-------------1.519------(+0,25%)
Ftse Mib---------16.489------(-0,85%)
Nasdaq 100-------2.764-------(-0,37%)
Euro dollaro-----1,3368------(+0,03%)
Oro---------------1.610$------(-3,50%)
Petrolio---------96,12$-------(+0,92%)
Nikkei----------11.330------(+1,02%)
Hang Seng-------23.445-------(-1,23%)
Sp 500 giornaliero
Ennesima settimana positiva. Piccoli segnali di cedimento sono arrivati venerdì, ma niente di significativo.
L'indice americano sembra non perdere smalto anche se da un punto di vista ciclico dovremmo essere sui massimi e il tempo comincia a chiamare a ribasso.
Se questo dovesse nel breve verificarsi, il supporto in area 1495 diventa un punto significativo da monitorare, mentre a rialzo con il superamento di 1512 si avrà un ulteriore allungo.
Dax giornaliero
La borsa di Francoforte sta presentando una certa debolezza nelle ultime 2 settimane.
Si sta muovendo da otto sedute in un range di prezzi di circa 200 punti , tra 7580e 7700.
La perdita a ribasso del minimo del box sopra disegnato potrebbe portare il dax a ridosso della trend line blu disegnata in area 7500, che parte da molto lontano, dal minimo giugno 2012 e rivisitata con il minimo di novembre 2012.
A rialzo invece la resistenza si trova in area 7700 cioè livello del massimo del 13 febbraio 2012.
Ftse Mib giornaliero
Nonostante la discesa che l'indice di Milano ha effettuato dai massimi si trova molto vicini alla trend line disegnata in blu e per questo la struttura tecnica di breve termine viene vista in modo neutrale.
Da un punto di vista grafico, solo il superamento della resistenza a 16.830 potrebbe innescare un rialzo .
Diventa invece molto pericolosa una discesa al di sotto di 16.500 in quanto può innescare una correzione fino al supporto di area 16.400-16.200 punti.
Il cedimento del supporto posto a 16.200 punti fornirà poi un nuovo segnale ribassista.
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Commento sintetico della settimana di consuntivo.
La giornata più rappresentativa della settimana è stata quella di giovedì 7 febbraio, giornata in cui il Governatore della Bce ha lasciato i tassi d'interesse fermi a +0,75%.
I mercati si sono comportati in modo altalenante, sino a che Draghi non ha parlato, ribadendo che l'inflazione risulta essere sotto controllo, la ripresa economica avverrà nella seconda metà del 2013 e attualmente l'economia della eurozona risente di una certa debolezza,(d'altronde due giorni prima i dati su PMI servizi, della eurozona era a 48,6 pts, quindi sotto 50 pts si è sempre in contrazione) la reazione dei mercati azionari è stata positiva, infatti sono andati a rialzo per poi ritracciare perdendo e chiudendo come il mercato italiano con segno negativo.
La borsa di Wall Street ha avuto in un primo momento lo stesso andamento dei mercati europei, ma con l'annuncio arrivato dal mercato del lavoro , in cui la richiesta livello dei sussidi sulla disoccupazione è stata inferiore alle attese, gli indici americani hanno chiuso nella zona dei massimi.
In Italia il PMI sceso a 43,9 pts (attese a 45,8) da 45,6 di dicembre per il ventesimo mese consecutivo di contrazione nel settore.
In Spagna il PMI è cresciuto a 47 (da 44,3).
In Francia a 43,6 da 45,2.
In Germania, a 55,7 pts (da 52), quindi in espansione.
Nel Regno Unito a 51,5 pts, in espansione.
Negli Stati Uniti l’analogo Ism segna una continua espansione a 55,2 pts, anche se in leggero rallentamento da dicembre (55,7).
Ecco qui spiegate le varie differenze degli indici azionari.
Gli Stati uniti primi in classifica dove gli indici hanno fatto una leggera pausa, ma sul finire della settimana smentisce il suo momento di stanca.
Le borse europee hanno ritracciato, ma senza arrivare a livelli ritenuti preoccupanti, un solo leggero rallentamento.
Il fatto eclatante avvenuto nell'ottava appena trascorsa è il rientro dei prezzi dell' euro contro dollaro che dopo aver toccati 1,37 è tornato sotto 1,34
Per ora l'Europa ha scelto la strada dell' austerità sull' eredità lasciata dalla Bundesbank alla Bce, rifiutando le politiche monetarie espansive intraprese da altri paesi, in primis gli Stati Unii e in secundis più di recente da Giappone
.
Come già detto in precedenti post, questa scelta favorisce alcuni paesi della zona euro, stati come la Germania ancora in grado di produrre ed esportare, ricordiamo che in fase espansiva, ma altri paesi ne vengono sfavoriti come l‘Italia o Spagna , o la Francia che a causa del cambio sfavorevole, rischiano di veder ridotto il proprio Pil.
Proprio questa settimana Hollande, il Presidente francese, aveva chiesto "una politica sui cambi" più attiva .
http://ilcontagio.wordpress.com/2013/02/07/cosa-sta-accadendo-in-grecia/
Euro dollaro giornaliero
Dopo il superamento di quota 1,37 nella giornata di venerdì 1 Febbraio il cambio questa settimana è tornato indietro. In parte complice l'iper comprato lunedi' è cominciata l'inizio della discesa, successivamente con il discorso di Draghi, il Governatore della Bce, l'euro ha continuato a perdere rispetto al dollaro.
Il trend rimane comunque forte ed ancora non ha toccato quei livelli da cui potrebbe rimbalzare ,ma se questo non dovesse avvenire e se venissero bucati ecco la continuazione della discesa.
L'area più vicina che potrebbe fungere da supporto è quella posta in area 1,3260/1,33.
Viceversa a rialzo una forte resistenza è a quota 1,35.
Chiusure mercati
Dax---------------7.652------(-2,30%)
Cac --------------3.649------(-3,28%)
Dow Jones------13.969------(-0,27%)
SP500-------------1.516------(+0,29%)
Ftse Mib---------17.318------(-2,60%)
Nasdaq 100-------2.772-------(+0,34%)
Euro dollaro-----1,3366------(-2,43%)
Oro---------------1.668$-----(+0,25%)
Petrolio---------95,0$------(-0,82%)
Nikkei----------11.1165-------(-2,00%)
Hang Seng-----23.2152-------(-2,68%)
SP 500 giornaliero
L'indice americano dopo i primi giorni di pausa continua il suo rialzo volendo fare nuovi massimi
Il Dow Jones invece pur avendo toccato i 14.000 punti non è ancora riuscita a chiuderci sopra.
Pur non contestando la forza di questo mercato non è comunque da escludere che non possa avere un ritorno dei prezzi che oramai da mesi vedono solo nuove vette.
Gli operatori potrebbero su qualche notizia prendere profitto per ritentare l'ingresso su livelli più bassi.
Area di supporto a 1390/1396.
Dax giornaliero
La discesa di lunedì ha portato i prezzi sotto il livello di supporto a 7.700 punti .
Per ora è riuscito a rimbalzare da 7530 ma non è escluso un ulteriore fase di ribasso che potrebbe portare i prezzi a ridosso della trend line disegnata in area 7470/7500 punti.
Viceversa la resistenza a rialzo è in area 7770 punti.
Ftse mib giornaliero
Il ritracciamento dell'indice di Milano lo ha portato ad appoggiarsi sulla trend line disegnata da cui sembrerebbe aver trovato un buon punto di supporto e se nella prossima settimana se dovesse non tornare più sotto il minimo degli ultimi giorni, dobbiamo pensare che è partito un altra fase rialzista.
Solo il superamento a rialzo della resistenza 17.200 punti potrebbe proiettarlo a 18.000 punti.
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Commento sintetico della settimana di consuntivo
Settimana con le principali piazze finanziarie che hanno avuto un duplice andamento.
Wall Street registra l'ennesima chiusura settimanale con segno più, come le principali borse asiatiche, il Giappone in grande spolvero, mentre frena l'Europa ed è andata in particolar modo male per la borsa di Milano, dove hanno pesato i pessimi risultati di di Saipem che ha rivisto a ribasso le stime sull' utile 2012/2013, portandosi dietro anche la controllante Eni.
Dalle vicende del Monte dei Paschi, Moody's ha dato il rating Ba2, sotto osservazione per un possibile downgrade.
In questa ottava arriva l'annuncio sul PIL americano che si è contratto dello 0,1% nel quarto trimestre dell’anno 2012, il tasso più basso dagli ultimi tre anni.
La borsa americana sempre più scollegata dalla realtà continua a salire e non ci sono segnali nè di rallentameno, nè di cedimento, anche perchè la Fed ha lasciato i tassi fermi tra lo 0% e lo 0,25% , ribadendo la prosecuzione del programma di acquisto di asset per 85 miliardi al mese, suddivisi tra acquisti di Treasury e MBS (titoli cioè garantiti da mutui ipotecari).
Bernanke ha detto che non ci sarà nessun cambiamento strategico da parte della Federal Reserve e il mare di liquidità che inonda i mercati perdurerà sino a che non si ridurrà la disoccupazione al 6,5% attualmente si trova al 7,8%.
Questo sta facendo indebolire il biglietto verde nei confronti dell' euro, ma non dello yen, perchè la politica monetaria del governo del Sol Levante risulta essere ancora più aggressiva.
Contemporaneamente si assiste ad un fenomeno strano, l’Europa che si trova ad essere l'economia più debole ha la valuta più forte.
Si dice che alla Germania, che esporta soprattutto nell' eurozona, la forza della moneta unica non crea nessun disturbo, anzi ne sarebbe agevolata nell' acquisto delle materie prime come il petrolio, che si sono apprezzate, ma pagandole in dollari in parte viene assorbito il loro aumento con la forza dell' euro.
Per le economie più deboli, come l'Italia o la Spagna è tutta un'altra storia, questo super euro non favorisce certo le esportazioni e servirebbe per migliorare la bilancia commerciale e per far ripartire l'economia, e per migliorare l'introito delle casse dello stato.
Quando l'Italia aveva la Lira il meccanismo della svalutazione ha molto aiutato la nostra economia.
Ora non abbiamo la possibilità di utilizzare nei momenti di crisi questo meccanismo, ma essendo inseriti in un agglomerato di stati sovrani, gli interessi e le necessità sono per ognuno diversi e soccombe il più debole.
Sarebbe molto diverso se alla moneta unica corrispondesse uno Stato unico, come accade per gli Stati Uniti d'America, le differenze tra una regione e l'altra, esistono anche lì, ma vengono assorbite dall' intero stato e le necessità della nazione vengono prese in considerazione in modo complessivo.
Dai dati macro della zona euro l'indice Gfk sulla fiducia dei consumatori tedeschi migliora in febbraio a 5,8 pts, sopra le attese.
Rimane invece invariata la fiducia dei consumatori in Francia, mentre se si osserva l’indice che misura la fiducia economica nella Zona Euro è passato da 87,8 a 89,2 pts, sopra le attese degli analisti.
Anche il sentiment dei consumatori è salito a -23,9 pts da -26,3, in linea con le attese, ma quello delle imprese è passato da -14,2 a -13,9 (attese a -13,5).
Nonostante queste statistiche positive sono arrivate questa settimana le vendite al dettaglio della Germania, che hanno mostrato in dicembre un calo del 4,7% su base annua, dopo la flessione dello 0,6% della precedente rilevazione.
Questo dato risulta essere oltre il triplo di quanto atteso dal mercato (-1,5%), questo non è certo un buon segnale di salute economica nemmeno per la nazione più forte d'Europa, forse cominciano anche loro a sentire l'effetto dello strozzamento che hanno avuto i paesi periferici, che hanno dovuto ridurre gli acquisti e questo comincia a farsi sentire nelle loro esportazioni.
Nella Zona Euro, il tasso di disoccupazione a dicembre risulta dell'11,7%, stabile rispetto al mese precedente (dato di novembre rivisto rispetto all'11,8% comunicato il mese scorso).
Anche se in Germania il tasso disoccupazione dalle ultime rilevazioni è diminuito al 6,9%.
Negli Stati Uniti, dal rapporto dell' Adp, gli occupati nel settore privato sono cresciuti di 192.000 unità a gennaio,la stima era di 165.000 occupati, meglio delle attese, ma è stato rivisto a ribasso il dato complessivo di dicembre a +185.000
dalla precedente lettura di +215.000.
L'indice Chicago Pmi è risultato pari a 55,6 pts , ben sopra le attese di 50,5.
In questa settimana si è assistito che alcuni indici europei come eurostoxx 50 , Cac e Ftse Mib hanno la volatilità implicita maggiore della volatilità storica, ma non così per il Dax , che come gli indici americani e come il Nikkei è il contrario.
Questo crea ancora più incertezza , per il futuro prossimo ed anche probabile sfasamento tra i vari indici come accaduto in questa ottava.
Attualmente i vari mercati sono in ipervenduto ed anche da un punto di vista ciclico si è molto vicini ai massimi, sarebbe logico attendersi un rientro dei prezzi, ma con il continuo intervento delle banche centrali lo stanno ritardando e se avverrrà la correzione probabilmente sarà di scarsa entità.
Euro dollaro giornaliero
La galoppata del cambio euro dollaro vede un dollaro sempre più debole e il probabile approdo potrebbe essere il ritorno a 1,45.
Area di resistenza 1,37 e se viene superata1,39.
Viceversa se ci fosse un rientro dato dall'ipercomprato il primo supporto in area 1,36 successivamente 1,3550.
Chiusure mercati
Dax---------------7.833------(-0,33%)
Cac --------------3.773------(-0,14%)
Dow Jones--------14.018------(+1,00%)
SP500-------------1.512------(+0,80%)
ùFtse Mib---------17.318------(-2,60%)
Nasdaq 100-------2.762-------(+0,65%)
Euro dollaro-----1,3660------(+1,57%)
Oro---------------1.668$-----(+1,35%)
Petrolio---------97,62$------(+1,62%)
Nikkei----------11.315-------(+5,00%)
Hang Seng-------23.722-------(+2,32%)
SP 500 giornaliero
I massimi per fare il doppio massimo si trovano in area 1550/1575.
Controllando la volatilità implicita che è più bassa della volatilità storica, è probabile la prosecuzione del rialzo.
Area di resistenza 1521 successivamente 1547,viceversa la successiva area di supporto a 1500/1496.
Dax giornaliero
L'indice di Francoforte dopo i primi quattro giorni di flessione sulla scia degli altri indici europei
venerdì ha tentato il recupero dei massimi della settimana precedente.
A rialzo la prima resistenza a quota 7870, poi su successivo allungo area 8.000.
A ribasso invece è importante che l'indice reagisca al supporto posto a 7.730 perchè una chiusura sotto tale livello potrebbe innescare una reazione ad ulteriori vendite.
Ftse Mib giornaliero
L'indice di Milano ha avuto nella giornata di mercoledì una notevole perdita sul notizie del profit warnng di Saipem.
Da un punto di vista grafico il primo livello da superare per un recupero delle quotazioni sono 17.500 punti.
A ribasso invece il primo supporto si trova a 17.000 punti.
Quello successivo a 16.800 punti.
Calendario degli eventi macroeconomici della settimana in corso http://online.wsj.com/mdc/public/page/2_3063-globalEconomicCalendar.html